Bisogna prendere sul serio le minacce di Trump sulla Groenlandia? Come comportarsi con le posizioni sui mercati borsistici?
Nelle ultime settimane la retorica di Trump sulla Groenlandia ha preso vigore, destando un (per ora moderato) aumento della volatilità sulle Borse e segnali di nervosismo diffusi.
Bisogna però ricordare quanto segue per inquadrare meglio la situazione:
1) Quello a cui stiamo assistendo é un modo di comportarsi parecchio usuale per TRUMP: prima la spara (possibilmente molto grossa) e poi giunge a più miti consigli. Il fine ultimo, come sempre, é quello di ottenere dei vantaggi: é stato così per le affermazioni riguardo ai DAZI, al CANADA e in moltissime altre occasioni. E’ estremamente probabile che il Presidente USA stia, pertanto, unicamente cercando dei vantaggi per gli Stati Uniti e le proprie aziende mettendo un piede nell’estrazione delle terre rare e altre materie prime importanti (di cui la Groenlandia pare sia piena) e non sulla vera e propria conquista o acquisto dell’isola.
2) Dati macro: continuano ad essere favorevoli ad una prosecuzione delle dinamiche rialziste di medio/lungo periodo (pause e consolidamenti a parte). Indicatori come ZEW, SENTIX, Fiducia dei consumatori USA sono sulla strada della ripresa/stabilizzazione quindi al momento non ci sono grossi impedimenti su questo versante.
3) Volatilità: ha subito un incremento nelle ultime giornate ma non é in una zona di eccessiva tensione per ora.
IN SINTESI: la situazione va monitorata ed é ragionevole pensare che le tensioni continueranno per un po’. Siamo pronti a limare/ridurre le posizioni, ma più che altro per ridurre la volatilità di portafoglio e non per rischi di inversione vera e propria. Rimaniamo comunque in allerta ed in attesa dei prossimi eventi.
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