Come si può notare dal grafico postato in allegato, lo spread tra il decennale di stato italiano (BTP) e quello tedesco (BUND) continua imperterrito lungo un percorso di riduzione.
A partire dai massimi assoluti del 2011, nei quali lo spread aveva toccato valori superiori ai 550 punti base in seguito alla crisi dell’Euro (celeberrimo il “Whatever it takes” di Draghi,) vi é pertanto stata una sostanziale riduzione di tale indicatore, il quale ultimamente sta andando di pari passo con il sostanziale miglioramento della credibilità e dell’affidabilità dell’Italia a livello finanziario da un punto di vista internazionale, anche per quanto riguarda i rating.
Il valore minimo degli ultimi 10 anni (82 nel Dicembre 2015) é oramai nel mirino, ed una discesa al di sotto di quei livelli avrebbe con tutta probabilità un ulteriore effetto virtuoso che potrebbe spingerlo verso nuovi valori minimi posti in area 56, dopodiché si potrebbe addirittura puntare verso il valore pari a 0 del periodo pre-crisi euro.
E’ ancora un po’ presto (ed un po’ irrealistico) pensarci ora, ma per una volta – non é un caso che anche la Borsa negli ultimi anni si sia mossa molto bene – possiamo dare un 10 al sistema Italia nel suo complesso.
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