Nel corso degli anni abbiamo quasi sempre evitato l’investimento (in ETF) sui mercati borsistici cinesi, e quando abbiamo investito lo abbiamo fatto solo per brevi periodi di tempo.
Continuiamo a ritenere il mercato borsistico cinese poco interessante e preferiamo di gran lunga rivolgerci ad alternative con migliori (e più sostenibili) prospettive.
Qui di seguito elenchiamo, sinteticamente, un insieme di ragioni per le quali sosteniamo questa tesi:
- La Cina é di fatto una dittatura: le dittature e le economie non di mercato non sono mai piaciute agli investitori, che le hanno sempre in grossa parte snobbate
- Il Paese in questione passa attraverso crisi di vario tipo: negli ultimi anni la crisi immobiliare e la difficoltà di gestire la crescita ed i consumi interni l’hanno fatta da padrona, rendendo il mercato borsistico cinese poco dinamico e a crescita molto bassa
- Da un punto di vista borsistico il Paese in questione non ha mai performato in maniera interessante. Le tendenze in atto sono sostanzialmente neutrali o solo molto moderatamente positive da decenni; molti indici si trovano infatti attorno ai valori del 2009 (15 anni fa!) o poco più in alto e nonostante i tassi di crescita del PIL il mercato azionario non ha mai offerto dei rendimenti interessanti agli investitori
- Le Borse sono di fatto ancora governate dai Paesi occidentali, che sono poco propensi a concedere credito a mercati con queste caratteristiche.
In figura i dati relativi all’inflazione, che denotano una evidente fase di deflazione a complicare le cose…
Riteniamo che già solo queste motivazioni siano sufficienti, nell’ambito dei cosiddetti emergenti, a continuare a farci rivolgere lo sguardo altrove.
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